Confindustria Toscana Nord in pillole

 

Il territorio e la popolazione

L’associazione Confindustria Toscana Nord comprende i territori delle Province di Lucca, Pistoia e Prato, che rappresentano il 13,5% della superficie regionale (3.103 kmq), con 936.489 cittadini presenti nelle tre province che rappresentano il 25% dei residenti della Toscana, di cui il 10,4% si trovano a Lucca, il 7,8% a Pistoia, il 6,8% a Prato.

Prato è la seconda provincia più piccola d’Italia dopo Trieste, con 7 Comuni e 366 kmq, ma è settima per densità di popolazione con 696 residenti per kmq.

Il Comune di Prato è la terza città dell’Italia centrale dopo Roma e Firenze, e 19° in Italia con 192mila residenti nel 2017 e una densità abitativa di 1.977 abitanti per kmq; 1° comune italiano 2017 per presenza di stranieri (oltre 36.400, che rappresentano il 18,9% della popolazione).

 

Le imprese e gli addetti

Nelle tre province sono presenti 86.092 imprese attive con 268.584 addetti, rispettivamente il 26,9% e il 24,8% del totale regionale.

L’indice di imprenditorialità (stabilimenti non agricoli ogni 100 abitanti) dei territori della Toscana Nord è 9,9 (Lucca 9,4, Pistoia 9, Prato 11,6).
L’indice Italiano è 7,7, della Toscana 9,2.

 

La presenza di imprese manifatturiere non artigiane evidenzia la vocazione industriale delle province di Lucca, Pistoia e Prato: nell’ultimo CIS[1] l’Istat ne ha censite 4.487, che rappresentano il 36,4% del totale regionale, con 49.303 addetti (il 27,5% della Toscana).

[1] Censimento dell’Industria e dei Servizi

Le imprese industriali all’interno del settore manifatturiero sono più diffuse a Prato rispetto quanto non lo siano in Italia e in Toscana: il 37% delle imprese manifatturiere pratesi non ha carattere artigiano (Toscana: 31%, Italia 33%). A Lucca invece, dove le imprese sono mediamente più grandi, il manifatturiero industriale assorbe il 68% dell’occupazione, mentre nel resto della regione la percentuale scende al 63%.

 

L’elevato numero di stabilimenti produttivi[2] testimonia la diffusione capillare della manifattura sul territorio; sono presenti 14.300 stabilimenti di imprese manifatturiere attive, che rappresentano il 34,5% del totale regionale, con 84.993 addetti (il 30,1% della Toscana).

[2] Unità locali (UL) delle imprese attive, diverse dalle sedi d’impresa, perché contano il numero di stabilimenti effettivi presenti sul territorio indipendentemente dalla provincia di residenza dell’impresa madre.

Le attività economiche: il valore aggiunto

Le province di Lucca, Pistoia e Prato producono il 23% del totale del valore aggiunto della Toscana (22,688 m.di €). I settori più rilevanti, con quote di V.A. superiori al 20% del totale regionale sono il manifatturiero (26%), le costruzioni (24%) e i servizi (22%).

Il valore aggiunto pro-capite dei territori della Toscana Nord è di 24.231€ (Lucca 24.223 €, Pistoia 22.482 €, Prato 26.260 €). Il valore aggiunto pro-capite Italiano è di 24.453 €, quello della Toscana 26.418 €. La quota di valore aggiunto dell’industria sul totale, per le tre province è pari al 26,4% (27,5% Lucca; 21,2% Pistoia; 30,1% Prato). La Toscana ha una % di v.a. dell’industria sul totale del 24,3%, mentre l’Italia del 23,5%.

 

Le attività economiche: le esportazioni

Le province di Lucca, Pistoia e Prato sono fortemente esportatrici.

Nel 2017 le esportazioni complessive sono state di 7,797 miliardi di Euro (il 22,4% dell’export totale della Toscana), dei quali oltre il 95% è ascrivibile al settore manifatturiero, con un saldo commerciale positivo di 3,564 miliardi di Euro.

I settori manifatturieri maggiormente vocati all’export sono:

  • tessile, abbigliamento, pelli e accessori (2,855 m.di di Euro nel 2017),
  • macchinari e apparecchi, elettrici, elettronici e meccanici (1,203 m.ni €),
  • cartario (1,027 m.di di Euro),
  • mezzi di trasporto, nautica, ferrotranviario (0,622 m.di €)
  • alimentare (0,433 m.di €).

Il territorio comprende settori che detengono quote rilevanti delle esportazioni toscane: nel 2017 infatti è da ascrivere ai territori di Lucca, Pistoia e Prato il 91,8% dell’export in valori della nautica[3] regionale, il 91,5% del settore cartario[4], l’80,2% di quello del tessile[5], il 75,3% del cablaggio[6], il 66,7% del ferro-tranviario[7], il 52,8% delle macchine speciali[8], e poi il 36,5% dell’abbigliamento[9], il 31,7% dell’alimentare[10], il 29,1% dei mobili[11], e infine il 26,7% del lapideo[12].

Le esportazioni di alcuni settori sono rappresentative anche nell’ambito del made in Italy a livello nazionale: nel 2017 le vendite all’estero del settore cartario di Toscana Nord hanno rappresentato il 15,3% del totale nazionale, il tessile pesa per il 13,4% sulle esportazioni italiane, navi e imbarcazioni pesano per il 13,1%, le vendite all’estero di pietre tagliate e rifinite (lapideo) per il 9% del totale nazionale.

[3] CL301-Navi e imbarcazioni

[4] CC17-Carta e prodotti di carta

[5] CB13-Prodotti tessili

[6] CJ273-Apparecchiature di cablaggio

[7] CL302-Locomotive e materiale rotabile ferro-tranviario

[8] CK289-Altre macchine per impieghi speciali, che raggruppano: macchine per la metallurgia, da miniera, cava e cantiere; per l'industria alimentare, macchine tessili, impianti per il trattamento ausiliario dei tessili, per cucire, per maglieria, per l'industria delle pelli, del cuoio e delle calzature, per lavanderie e stirerie, per l'industria della carta e del cartone, delle materie plastiche e della gomma, per la stampa e la legatoria; robot industriali etc.

[9] CB14-Articoli di abbigliamento

[10] CA10-Prodotti alimentari

[11] CM31-Mobili (comprende i materassi)

[12] CG237-Pietre tagliate, modellate e finite

 

I distretti industriali

Nelle province di Lucca, Pistoia e Prato insistono 5 distretti industriali riconosciuti dall’Istat. Si tratta del distretto tessile-abbigliamento di Prato (con confini amministrativi di PO, PT, Calenzano e Campi Bisenzio - FI), la nautica di Viareggio (LU), il cartario di Capannori (LU), le calzature di Lucca e Lamporecchio (LU, PT), il mobile imbottito di Quarrata (PT).

Il distretto di Viareggio è l’unico polo del settore nautico in Italia; il distretto cartario di Capannori è il primo in Italia su due esistenti; il distretto del tessile-abbigliamento di Prato è tra i 5 distretti italiani più grandi in termini di addetti in Italia e il più grande del settore tessile-abbigliamento; se il distretto pratese fosse una nazione, sarebbe l’8° stato per numero di aziende tessili-abbigliamento in Europa.

 

 

Fonte: elaborazioni Centro studi CTN su dati Istat ed Eurostat

Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2018.