Sicurezza

Coronavirus: obbligo redazione procedure aziendali gestione rischio contagio - controlli ASL

coronavirus valutazione rischi

Le aziende sono tenute a valutare il rischio da contagio e ad adottare apposite misure di prevenzione e protezione, da formalizzare in un documento, che le ASL stanno verificando.

Come noto, il datore di lavoro è tenuto a valutare tutti i rischi cui possono essere esposti i lavoratori e ad adottare conseguenti misure di prevenzione e protezione.

Oggi, purtroppo, tra questi rischi figura anche il rischio di contagio da Coronavirus, presente in modo ubiquitario. 

L'azienda dovrà, pertanto, valutare, in collaborazione con RSPP e medico competente e previa consultazione del RLS,  il rischio di contagio per i propri lavoratori, a seconda delle specifiche mansioni ed adottare conseguentemente le opportune misure di contenimento, da far confluire in specifiche procedure (vedi anche articolo 1 comma 7 lettera D DPCM 11 marzo 2020).

Queste ultime  dovranno essere illustrate con cura a tutti i lavoratori, anche al fine di una migliore gestione della legittima preoccupazione manifestata un po' ovunque dagli stessi. 

Sul rispetto delle procedure in questione dovrà essere adottata una severa vigilanza.

Gli organi di controllo delle diverse province ci hanno comunicato che procederanno a richiedere alle aziende le procedure adottatate per la gestione dei rischio da contagio.

Al fine di supportare i datori di lavoro nella predisposizione/integrazione delle suddette procedure, si riportano di seguito alcuni consigli.

  1. incrementare la collaborazione con il medico competente ai fini di una migliore gestione del rischio mansione per mansione
  2. Invitare i propri dipendenti ad adottare gli accorgimenti indicati nell'allegato 1 del DPCM 8 marzo 2020 (In allegato) ed a rispettare le procedure interne di sicurezza ed igiene adottate ed illustrate
  3. Vigilare severamente sul rispetto delle procedure
  4. Nel caso di lavorazioni in appalto il rispetto delle procedure dovrà essere imposto a tutte le ditte presenti; particolare attenzione dovrà essere data la rispetto delle disatanze di sicurezza. Per la vigilanza dovrà essere individuato un apposito soggetto ben individuato da tutti i lavoratori interni ed esterni
  5. Limitare il più possibile le presenze negli stabilimenti, sospendendo le attività di reparti aziendali non indispensabili alla produzione e incentivando la fruizione, da parte dei lavoratori, dei periodi di congedo ordinario e ferie e lo svolgimento, ove possibile, delle attività mediante modalità di lavoro agile
  6. Intensificare le attività di pulizia delle superfici, utilizzando  prodotti a base di alcool o cloro e favorire i ricambi di aria in tutti i locali; assicurare che gli erogatori di sapone nei bagni siano sempre carichi
  7. Prevedere attività di pulizia straordinarie per i locali e postazioni di lavoro con cui siano venuti a contatto lavoratori e utenti esterni
  8. Prevedere la pulizia straordinaria degli ambienti in cui abbiano eventualmente soggiornato casi di COVID-19, es. (postazioni di lavoro, uffici)  prima che gli stessi siano nuovamente utilizzati, secondo le indicazioni ministeriali  contenute nella Circolare del Ministero della Salute 0005443 del 22.02.2020). Per i locali non frequentati dal lavoratore infetto, è sufficiente procedere alle pulizie ordinarie. In caso di affidamento di servizi di pulizia a terzi , il rispetto delle indicazioni di cui alla circolare dovrà essere preteso da imprese appaltatrici e/o lavoratori autonomi
  9. Favorire il più possibile la circolazione telmatica dei documenti
  10. Prevedere una gestione specifica dei documenti con cui siano venuti a contatto lavoratori e utenti esterni ( le indicazioni ufficiali indicano che il virus sopravvive alcune ore sugli oggetti, tuttavia l'aspetto è ancora in fase di studio). Si consiglia di utilizzare guanti usa e getta per depositare gli oggetti in specifici contenitori e di attendere alcune ore prima della diffusione degli stessi  all'interno dell'azienda
  11. Adottare la modalità di collegamento da remoto per lo svolgimento di riunioni/incontri. Ove non sia possibile, limitare il numero dei partecipanti per garantire la distanza di sicurezza 1 tra gli stessi. Procedere, al termine degli incontri, ad una sanificazione, mediante prodotti a base di alcool, delle superfici più a rischio di contaminazione ( tavoli - poggia braccia - interruttori - maniglie); durante tale attività di pulizia, lasciare aperte le finestre per aerare i locali
  12. Contingentare l’accesso agli spazi comuni (mensa, distributore bevande, spogliatoi, etc), per evitare assembramenti tra i lavoratori , in modo da garantire sempre la distanza interpersonale di sicurezza1. Garantire i ricambi di aria dei locali ed una adeguata pulizia degli stessi
  13. Laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro, quale principale misura di contenimento del rischio indicata dal Ministero, adottare strumenti di protezione individuale (mascherine)
  14. Limitare al massimo gli spostamenti all’interno dei siti
  15. Evitare contatti stretti (come definiti nella Circolare del Ministero della Salute del 22 febbraio 2020) con soggetti che presentino sintomi respiratori senza adottare opportune precauzioni
  16. Disabilitare gli ascensori, riservando l'utilizzo degli stessi ai soggetti con problemi deambulastori, che dovranno comunque salire uno alla volta
  17. Consultare il sito Ministeriale, aggiornato costantemente, per le opportune valutazioni in merito alle trasferte necessarie, in Italia e all'estero. In particolare, relativamente alle trasferte all'estero, le indicazioni da seguire sono le seguenti: 

Lavoratore in procinto di recarsi all’estero in trasferta lavorativa:

disporre che il Servizio di Prevenzione e Protezione acquisisca le informazioni più aggiornate sulle aree di diffusione del SARS-CoV-2 disponibili attraverso i canali istituzionali (es.https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/situation-reports/) al fine di valutare, in collaborazione con il Medico Competente, il rischio associato alla trasferta prevista. Inoltre, si ritiene importante che prima della partenza il lavoratore sia informato in merito alle disposizioni delle autorità sanitarie del paese di destinazione

Lavoratore in procinto di rientrare dall’estero da trasferta lavorativa:

disporre che il lavoratore rientrante in Italia da aree a rischio epidemiologico informi tempestivamente il Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente, per l’adozione di ogni misura necessaria, compresa la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva

14 .Invitare tutto il personale a contattare immediatamente il servizio sanitario (medico di famiglia) all'insorgere dei primi sintomi influenzali o in caso di dubbi legati alla potenziale esposizione a fonti di rischio. Sarà quest'ultimo a fornire le opportune indicazioni in merito alla presenza al lavoro. Nel caso in cui il medico curante non sia immediatamente disponibile, può essere contattato il numero verde 800.556060. Nell'attesa di indicazioni da parte dei sanitari invitare il lavoratore a rimanere a casa

15.Invitare tutto il personale, che negli ultimi 14 giorni abbia fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità o abbia avuto contatti stretti con casi confermati o probabili, a comunicare tale circostanza al dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, nonché al proprio medico di medicina generale. 

Relativamente all'utilizzo delle mascherine ( tematica già affrontata nella NEWS del 11/03/2020 n 4608), si precisa che, secondo la circolare del Ministero della Salute n.5443-22/02/2020, le mascherine FFP2 o FFP3, quali DPI, sono previste per:

personale sanitario in contatto con un caso sospetto o confermato di COVID-19, che deve indossare DPI adeguati, consistenti in filtranti respiratori FFP2 (utilizzare sempre FFP3 per le procedure che generano aerosol)

personale addetto alle operazioni di pulizia di ambienti dove abbiano soggiornato casi confermati di COVID-19 prima di essere stati ospedalizzati.

Al di fuori di questi casi, l’utilizzo di tali DPI è in genere previsto a fronte di rischi specifici legati all’attività svolta, non altrimenti abbattibili (necessità di protezione da polveri, fumo e aerosol solidi e liquidi tossici e dannosi per la salute).

La mascherina del tipo “chirurgico” può essere invece sicuramente utilizzata da soggetti che presentino sintomi quali tosse o starnuti, per prevenire la diffusione di goccioline di saliva.

La presenza generalizzata del rischio di contagio da COVID 19,  impone tuttavia di consultare il medico competente aziendale per una specifica valutazione delle diverse mansioni presenti in azienda, finalizzata a valutare l'opportunità della mascherina per quelle mansioni in cui il rischio di contagio non sia abbattibile con altri sistemi (es.distanza).

Con il medico competente andrà valutata anche la tipologia di mascherina più opportuna.

Si ricorda che Confindustria Toscana Nord  ha attivato un help desk coronavirus come primo interfaccia su temi di carattere generale e su questioni specifiche in ambito sindacale e di diritto del lavoro.  I riferimenti sono:

STEFANO LEGNAIOLI - Lucca - s.legnaioli@confindustriatoscananord.it - tel. 0583444220
ANDREA LO ROCCO - Prato -a.lorocco@confindustriatoscananord.it - tel. 0574455294
ALESSANDRO VAIANI - Pistoia - a.vaiani@confindustriatoscananord.it - tel. 0573991727/ n 

Note

1) La distanza di sicurezza indicata dal decalogo ministeriale è pari ad un metro, tuttavia va tenuto presente, ai fini di ogni valutazione, che  dalla definizione di "contatto stretto" con caso probabile o confermato (vedi articolo) di cui gli operatori sanitari terranno conto ai fini della valutazione dell'applicazione della quarantena, risulta  una distanza minima cautelativa di 2 metri.

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Riferimenti

GIACOMO BRIGHETTI - g.brighetti@confindustriatoscananord.it - tel. 0574455252
RICCARDO GIUSTI - r.giusti@confindustriatoscananord.it - tel. 0583444319
FRANCESCO PUCCIONI - f.puccioni@confindustriatoscananord.it - tel. 0573991735