Sicurezza

Coronavirus: Aggiornamento definizione caso sospetto e consigli operativi per le aziende

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Con lettera circolare del Ministero della Salute del 9 marzo 2020 viene aggiornata la definizione di caso sospetto. Le indicazioni risultano utili anche ai fini dell'organizzazione delle attività aziendali.

Il Ministero della Salute, tenuto conto dell’evoluzione della situazione epidemiologica, delle nuove evidenze scientifiche e delle indicazioni degli organismi internazionali OMS e ECDC, ha modificato, con lettera circolare n. 7922 del 9 marzo 2020 ( In allegato), la definizione di "caso sospetto" . 

In particolare, nel documento si prevede che il test diagnostico venga effettuato in presenza di un  "caso sospetto" ossia :

1. una persona con infezione respiratoria acuta (insorgenza improvvisa di almeno uno tra i seguenti segni e sintomi: febbre, tosse e difficoltà respiratoria) e , senza un'altra eziologia che spieghi pienamente la presentazione clinica, con storia di viaggi o residenza in un Paese/area in cui è segnalata trasmissione locale (secondo la classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) durante i 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi;

oppure

2. Una persona con una qualsiasi infezione respiratoria acuta che è stata a stretto contatto con un caso probabile o confermato di COVID-19 nei 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi;

oppure

3. Una persona con infezione respiratoria acuta grave (febbre e almeno un segno/sintomo di malattia respiratoria – es. tosse, difficoltà respiratoria) che richieda il ricovero ospedaliero e senza un'altra eziologia che spieghi pienamente la presentazione clinica.

Relativamente all'ipotesi 2, il contatto stretto con un caso probabile o confermato ricorre quando:

  • a) una persona vive nella stessa casa di un caso di COVID-19;
  • b) una persona ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (per esempio la stretta di mano);
  • c) una persona ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati);
  • d) una persona ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti;
  • e) una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un caso di COVID-19 per almeno 15 minuti, a distanza minore di 2 metri;
  • f) un operatore sanitario od altra persona fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID-19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei;
  • g) una persona ha viaggiato seduta in aereo nei due posti adiacenti, in qualsiasi direzione, di un caso di COVID-19, i compagni di viaggio o le persone addette all’assistenza e i membri dell’equipaggio addetti alla sezione dell’aereo dove il caso indice era seduto (qualora il caso indice abbia una sintomatologia grave od abbia effettuato spostamenti all’interno dell’aereo, determinando una maggiore esposizione dei passeggeri, considerare come contatti stretti tutti i passeggeri seduti nella stessa sezione dell’aereo o in tutto l’aereo).

Tenendo anche conto di quanto sopra esposto ed aggiornando quanto precedentemente comunicato, è consigliabile che i datori di lavoro procedano a:

  1. Invitare i propri dipendenti ad adottare gli accorgimenti indicati nell'allegato 1 del DPCM 8 marzo 2020 ( In allegato)
  2. Intensificare le attività di pulizia delle superfici utilizzando anche prodotti a base di alcool o cloro e quelle di aerazione dei locali
  3. Assicurare che gli erogatori di sapone nei bagni siano sempre carichi
  4. In tutti i casi possibili adottare la modalità di collegamento da remoto per lo svolgimento di riunioni/incontri. Ove non sia possibile, limitare il numero dei partecipanti per garantire la distanza di sicurezza (1) tra gli stessi. Procedere, al termine degli incontri, ad una sanificazione mediante prodotti a base di alcool, delle superfici più a rischio di contaminazione ( tavoli - poggia braccia - interruttori - maniglie); durante tale attività di pulizia, lasciare aperte le finestre per aerare i locali
  5. Evitare assembramenti tra i lavoratori e gestire le occasioni di ritrovo ( mensa, distributore bevande, etc) in modo da garantire sempre la distanza interpersonale di sicurezza(1), garantendo i ricambi di aria dei locali e una adeguata pulizia degli stessi
  6. Promuovere la fruizione da parte dei lavoratori dei periodi di congedo ordinario e ferie e lo svolgimento, ove possibile, delle attività mediante modalità di lavoro agile

7.Consultare il sito Ministeriale, aggiornato costantemente, per le opportune valutazioni in merito alle trasferte necessarie, in Italia e all'estero. In particolare, relativamente alle trasferte all'estero, le indicazioni da seguire son ole seguenti: 

Lavoratore in procinto di recarsi all’estero in trasferta lavorativa:

disporre che il Servizio di Prevenzione e Protezione acquisisca le informazioni più aggiornate sulle aree di diffusione del SARS-CoV-2 disponibili attraverso i canali istituzionali (es.https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/situation-reports/) al fine di valutare, in collaborazione con il Medico Competente, il rischio associato alla trasferta prevista. Inoltre, si ritiene importante che prima della partenza il lavoratore sia informato in merito alle disposizioni delle autorità sanitarie del paese di destinazione

Lavoratore in procinto di rientrare dall’estero da trasferta lavorativa:

disporre che il lavoratore rientrante in Italia da aree a rischio epidemiologico informi tempestivamente il Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente, per l’adozione di ogni misura necessaria, compresa la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva

8.Invitare tutto il personale a contattare immediatamente il servizio sanitario (medico di famiglia) all'insorgere dei primi sintomi influenzali o in caso di dubbi legati alla potenziale esposizione a fonti di rischio. Sarà quest'ultimo a fornire le opportune indicazioni in merito alla presenza al lavoro. Nel caso in cui il medico curante non sia immediatamente disponibile può essere contattato il numero verde 800.556060

9.Invitare tutto il personale, che negli ultimi 14 giorni abbia fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità o abbia avuto contatti stretti con casi confermati o probabili, a comunicare tale circostanza al dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, nonché al proprio medico di medicina generale. 

 

Infine, relativamente alle trasferte, si ricorda che, anche in riferimento all’ordinanza n. 646 dell’8 marzo del Capo del Dipartimento per la protezione civile ed ai comunicati stampa dei Ministeri dei Trasporti, dell’Interno e degli Esteri,  è stato formalmente confermato che le attività di trasporto e circolazione delle merci, le attività di impresa e quindi le attività produttive, continuano senza blocchi su tutto il territorio nazionale.

Per quanto riguarda il caso particolare dei lavoratori transfrontalieri, salvo che siano soggetti a quarantena o che siano risultati positivi al virus, essi potranno entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spsotamento con qualsiasi mezzo, inclusa la dichiarazione che potrà essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli.

Con l'occasione, si segnala tuttavia che alcuni paesi esteri hanno adottato misure di controllo che vengono applicate ai cittadini italiani con misure restrittive agli ingressi, che comportano alcune difficoltà anche per il trasporto della merce. Riportiamo in allegato una nota esplicativa sulle misure applicate ad oggi e sui paesi che le hanno adottate.

Note

(1) La distanza di sicurezza indicata dal decalogo ministeriale è pari ad un metro, tuttavia va tenuto presente, ai fini di ogni valutazione, che  dalla definizione di "contatto stretto" con caso probabile o confermato (vedi articolo) di cui gli operatori sanitari terranno conto ai fini della valutazione dell'applicazione della quarantena, risulta  una distanza minima cautelativa di 2 metri.

Allegati

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Riferimenti

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